Vincoli ed autorizzazione Paesaggistica

Per qualsiasi progetto di opere la cui esecuzione ricade in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, sussiste l’obbligo dei soggetti interessati di avviare un’istanza e sottoporre l’intervento a valutazione da parte dell’ente competente (regione o comune), affinché ne sia accertata la compatibilità paesaggistica e ne sia rilasciata la relativa autorizzazione. Inoltre gli stessi soggetti hanno l’obbligo di astenersi dall'avviare i lavori fino a quando non ne abbiano ottenuta l'autorizzazione.

Paesaggio naturale vincolato con immobile

L'autorizzazione paesaggistica costituisce un atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio. Nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi del D.lgs. 42/04, l’autorizzazione paesaggistica è obbligatoria per l’esecuzione di ogni tipo di intervento edilizio che possa arrecare “pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione”.

L'autorizzazione paesaggistica è disciplinata dall'art. 146 del "Codice dei beni culturali e del paesaggio"

Come si verifica se esiste un vincolo paesaggistico

Il primo passo atto a stabilire se sussiste l’obbligo di procedere con l’istanza di autorizzazione paesaggistica è quello di verificare se gli interventi, per i quali si vuole procedere alla loro realizzazione, ricadono in aree soggette a tutela paesistica.
Lo strumento urbanistico di riferimento per la verifica dei vincoli paesaggistici è il Piano Paesaggistico Regionale all’interno del quale sono identificate, sulle cartografie, le aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

Ecco alcuni link per la consultazione dei vincoli paesaggistici:

MIBAC  - Ministero dei Beni Paesaggistici 

PTPR Regione Lazio - Tavola B

Piano Paesaggistico Regione Puglia

Vincolistica Regione Liguria

La consultazione delle tavole grafiche e la comprensione delle norme è spesso complessa e necessita dell'ausilio di un tecnico esperto in vincolistica anche perchè la materia è di competenza regionale e quindi ogni territorio ha strumenti metodi differenti tra loro.

Verifica della compatibilità (o conformità) paesaggistica

Dopo avere accertato se il territorio dove andranno realizzati degli interventi edilizi è sottoposto al vincolo si dovrà valutare se questi interventi sono compatibili con le norme previste dal piano.

La verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi è condotta ai sensi dell’art. 146 D.lgs. 42/04, sulla base dei contenuti esplicitati nel D.P.C.M. 12 dicembre 2005 “Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, che definisce le finalità, i criteri di redazione ed i contenuti della relazione paesaggistica".

Se la compatibilità viene garantita, l'organo competente rilascia l'autorizzazione. Di seguito sono illustrati i documenti che solitamente vengono richiesti dall'ente competente, necessari per l’ottenimento dell'autorizzazione:

  • Progetto: Elaborati grafici, fotoinserimenti e rendering, relazione tecnica di progetto
  • Relazione paesaggistica
  • Forografie dello stato di fatto
  • Legittimità urbanistica-edilizia della preesistenza

La Relazione Paesaggistica

La Relazione Paesaggistica è il documento più importante di tutta l'istanza. Viene redatta secondo il D.P.C.M. 12.12.2005, riporta l’analisi e lo studio del contesto paesaggistico oggetto delle opere di intervento, nonché la valutazione delle interazioni tra il paesaggio e il progetto.

Approfondimento: Traccia per una relazione paesaggistica

Costituisce per l'ente competente (regione o comune) la base di riferimento essenziale per la verifica degli interventi e permette di accertare la conformità dell’intervento con le esigenze di salvaguardia del paesaggio ed in particolare della:

  • Compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo
  • Congruità con i criteri di gestione dell'immobile o dell'area
  • Coerenza con gli obiettivi di qualità paesaggistica

La relazione paesaggistica contiene e specifica: lo stato dei luoghi prima dell'esecuzione delle opere previste, le caratteristiche progettuali dell'intervento e rappresenta nel modo più chiaro ed esaustivo possibile lo stato dei luoghi dopo l'intervento con le motivazioni che hanno determinato gli aspetti e le scelte progettuali.

Essa comprende tutti quegli elementi necessari alla verifica degli aspetti preannunciati con specifica considerazione dei valori paesaggistici.

In particolare, la relazione è così articolata:

  • Descrizione del progetto proposto con le motivazioni delle scelte operate e la loro coerenza con gli obiettivi di qualità paesaggistica definiti dagli strumenti di pianificazione paesaggistica vigente
  • Analisi dello stato attuale dei luoghi, con descrizione dei caratteri paesaggistici dell’area di intervento e dal contesto, attraverso estratti cartografici e documentazione fotografica, completata con una breve sintesi delle vicende storiche dell’area interessata dall’intervento
  • Indicazione e analisi dei livelli di tutela operanti nel contesto paesaggistico e nell’area di intervento considerata, rilevabili dagli strumenti di pianificazione paesaggistica vigenti sul territorio di interesse;
  • Rappresentazione fotografica dello stato attuale dell’area d’intervento e del contesto paesaggistico, ripresi da luoghi di normale accessibilità
  • Valutazione dell’impatto potenziale sulla qualità del paesaggio e delle visuali e sulla compatibilità dell’intervento nel contesto paesaggistico in cui esso si inserisce, sia nella fase di cantiere che nella fase di esercizio, anche attraverso l’elaborazione di rendering e fotoinserimenti degli interventi in progetto dai punti significativi ai fini dell’analisi

La relazione viene scritta da un tecnico abilitato, solitamente architetto, esperto di normativa sulla tutela dei beni paesaggistici. E' consigliabile che l'istanza venga preparata direttamente dal progettista architettonico dell'immobile.

Durata ed efficacia dell’autorizzazione paesaggistica

In base all’art. 146 del Codice la durata dell’autorizzazione paesaggistica è stabilità per 5 anni e “[…] decorre dal giorno in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell'intervento” (art. 12 DL 83/14 - Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo)

Approfondimento: Autorizzazione paesaggistica semplificata per interventi di lieve entità

Interventi tipo per i quali è richiesta l’autorizzazione paesaggistica

Si possono individuare alcuni casi ricorrenti nei quali, in aree sottoposte a vincolo, è necessaria l'autorizzazione:

  • Modifica del volume con demolizione e ricostruzione anche con l’eliminazione o la creazione di nuovi vani
  • Modifica della sagoma senza aumento di volume
  • Modifica dei materiali di rivestimento: il rifacimento della facciata esterna comporta sia la messa in opera di un nuovo materiale di rivestimento sia la modifica del “disegno” esterno dell’edificio.
  • Apertura e chiusura di porte o finestre
  • Modifica del prospetto esterno
  • Realizzazione di locali tecnici, impianti tecnologici o installazione di pannelli solari
  • Realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancelli
  • Rifacimento tetto anche per la realizzazione di lucernai
  • Tinteggiatura esterna
  • Installazione di ascensori esterni
  • Realizzazione di canna fumaria

Oggi spesso viene richiesta l'autorizzazione paesaggistica per interventi autorizzati dal Piano Casa, l'installazione di impianti fotovoltaici o per opere infrastrutturali ed interventi urbani

Piano Casa

Il piano casa permette usufruire di bonus volumetrici per ampliare gli immobili legittimamente realizzati. La modifica della volumetria dell'immobile comporta un possibile pregiudizio della qualità paesaggistica dell'intorno e quindi in zone vincolate è necessario richiedere l'autorizzazione.

Impianti fotovoltaici

La costruzione e l'esercizio, compresi gli interventi di modifica, potenziamento ecc., degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonte rinnovabile fotovoltaica nonché le relative opere ed infrastrutture connesse, sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica; in particolare quando sono:

  • Localizzati a terra in aree a classificazione agricola
  • Sopra le coperture di manufatti a destinazione agricola

Interventi urbani

Gli interventi edilizi, sia pubblici sia privati, legati alla riqualificazione e all’arredo urbano, alle attività commerciali private ad uso pubblico ecc., possono essere soggetti ad autorizzazione paesaggistica qualora gli stessi ricadano in aree soggette a vincolo; tra questi è possibile citarne i seguenti:

  • Parcheggi a raso
  • Opere di urbanizzazione
  • Insegne/cartelli pubblicitari
  • Gazebi, tende, tavoli e sedie su suolo pubblico

Autorizzazione Paesaggistica “Semplificata”

Secondo il DPR 139/2010 è possibile procedere con l’autorizzazione “semplificata”. Lo scopo della legge è di accelerare gli iter autorizzativi per quegli interventi a “basso impatto” ricadenti in aree soggette a vincolo.

Pertanto l’istanza di autorizzazione è corredata da una Relazione Paesaggistica semplificata redatta dal tecnico abilitato seguendo, in genere, uno schema precompilato in base al DPCM 12/12/2005, ovvero la "scheda per la presentazione della richiesta di autorizzazione paesaggistica per le opere il cui impatto paesaggistico è valutato mediante una documentazione semplificata".

Autorizzazione Paesaggistica in Sanatoria

Cosa succede quando si richiede un accertamento di conformità (permesso di costruire in sanatoria o DIA/SCIA in Sanatoria) per interventi realizzati in maniera difforme dal titolo abilitativo?

In questi casi il Codice dei Beni Paesaggistici (art. 167) non consente il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica a sanatoria quando il manufatto realizzato in assenza di valutazione di compatibilità abbia determinato la creazione o l’aumento di superfici utili o di volumi.

La logica della norma è quella “di costituire un più solido deterrente contro gli abusi (al fine di prevenirli) dei privati (verificatisi nel recente passato in dimensioni notevoli sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo), a tutela di beni costituzionalmente protetti”. (Sentenza Consiglio di Stato)

Tuttavia è possibile presentare domanda di Compatibilità Paesaggistica ai sensi dell’art. 167, mediante specifica istanza prodotta dal trasgressore per i seguenti interventi:

  • Lavori realizzati in assenza o in difformità dall’autorizzazione paesaggistica che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati
  • Impiego di materiali in difformità dall’autorizzazione paesaggistica
  • Lavori configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria

Se hai bisogno di richiedere un autorizzazione o per avere maggiori informazioni scrivi in fondo nella sezione "domande" o contattaci

di Arch. Vincenzo Bonasorta esperto sulla  normativa volta alla tutela ambientale e del paesaggio
20.04.2015
Indicizzazione

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